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June 26 MICROSOFT: BILL GATES LASCIA GUIDA A BALLMERIl ritiro di Bill Gates da Microsoft segna la fine di un'era per il colosso di Redmond. Dopo oltre trent'anni alla guida, domani Gates lascera' le redini della sua creatura all'ad Steve Ballmer. Un passaggio di consegne che arriva in un periodo ricco di sfide segnato dalla crescente concorrenza con Google. Il top manager 52enne, che ha lasciato l'universita' di Harvard nel 1975 per iniziare l'avventura Microsft destinata a cambiare il mondo dell'informatica e della tecnologia, fa un passo indietro. Il fondatore e maggiore azionista della societa', con una quota dell'8,7% che vale 23 miliardi di dollari, manterra' comunque la carica di presidente non esecutivo e si dedichera' alla sua fondazione. Ora il futuro del gruppo e' tutto sulle spalle di Ballmer che gia' aveva rimpiazzato Gates come ad nel 2000 e che in qualche modo ha gia' segnato la storia del colosso di Redmond tentando di mettere le mani su Yahoo con un'offerta da 47,5 miliardi di dollari che e' stata poi respinta. Secondo gli analisti per Microsoft si e' comunque gia' chiusa da tempo un'era. La societa' passata da 30 dipendenti nel 1980, anno in cui Ballmer e' arrivato, ai quasi 90mila di adesso, non e' abbastanza "agile" per sostenere il passo di rivali come Google che stanno cambiando le regole del gioco. Senza considerare che la societa' ha costruito il suo impero vendendo licenze una tantum per l'uso dei suoi software che girano sull'hard disk di singoli pc, ma nel frattempo la concorrenza ha puntato sul web browser. Ora tocca quindi a Ballmer ma Gates difficilmente finira' nell'ombra. La sua storia inizia da lontano, dalla scuola privata di Lakeside a Seattle, dove e' nato il 28 ottobre del 1955. Proprio a scuola quello che fino a poco tempo era considerato l'uomo piu' ricco del mondo e' entrato in contatto con il mondo dei computer e della programmazione. June 20 Il giorno della MiTo e l'Alfa torna a MilanoL'Alfa torna a Milano. Fa un certo effetto perché da queste parti s'era portata via quasi tutto. Ci torna con un modello che dovrebbe avere dentro di sé il percorso ideale del marchio. Ci torna con la Mito, presentata oggi al castello sforzesco con l'intero stato maggiore del gruppo Fiat schierato in prima fila. Il nuovo messaggio è dunque che l'Alfa è un marchio speciale. Mai per tutti. Che De Meo ha paragonato a un attore che preferisce il teatro al cinema. Un'auto per gli alfisti, razza che sembrava destinata all'estinzione che invece ora possono rialzare la testa forti anche della successo della 8C. Un gruppo quasi unico che pochi altri brand possono vantare. 300 club ufficiali dell'Alfa nel mondo, 100 negli Usa. "Un'identità di cui vogliamo riappropriarci - ha detto ancora De Meo- un modo per ricomporre quello strappo che portò via l'Alfa da Milano". Un design che viene da lontano Torna la cara Alfa RomeoC'è tutto il Dna della tradizione Alfa nello stile della Mito. Uno stile che insieme al passato propone decise innovazioni che riprendono gli elementi della 8C. Del resto la firma è la stessa, il centro stile di Arese, che in un certo senso ha voluto mantenere alcuni tratti comuni: la linea dei finestrini laterali, il paraurti anteriore a triangolo, la forma dei fari posteriori e i fanali con i led rotondi e segnati da cerchi cromati. Una linea muscolosa, nervosa, ma estremamente armonica: è il segno di riconoscimento della MiTo. Basta guardare le ruote di grandi dimensioni, i passaruota e i parafanghi pronunciati, i fari anteriori a goccia. Ma il è la parte frontale il fulcro di tutto il design: dal "trilobo" sulla cui parte finale svetta lo stemma del biscione partono linee e nervature su tutta la carrozzeria, un escamotage che da dinamismo e agilità. Nella parte posteriore la MiTo si fa notare per il lunotto di dimensioni ridotte incorniciato dalle due spalle e per quei fari tondi in puro stile racing. Ovviamente non è solo una questione di forma: l'aerodinamica, infatti, ottiene miglioramenti decisivi proprio perché non è ostacolata da spigoli e irregolarità e Il risultato finale in termini numerici è un Cx di 0,29. A completare il quadro ci pensa la tavolozza dei colori: 10 tonalità di cui 6 completamente inedite. Accanto al classico rosso Alfa è stato introdotto un rosso Giulietta, un tributo ai gloriosi tempi della casa di Arese. Il bianco è disponibile in due soluzioni: il pastello più caldo ed il perlato. Tra gli altri c'è il grigio, un azzurro chiaro e un giallo intenso. Infine le personalizzazioni sono praticamente infinite. Si può scegliere il tetto verniciato di nero insieme a 14 combinazioni delle cornici dei proiettori e dei fanali, che spaziano dal cromo lucido al titanio. Capitolo a parte per i fari dei quali esistono due versioni, la prima con lampade alogene, la seconda allo Xenon. Le velleità sportive delle picolla Alfa non si limitano al design. Gli interni, infatti, sono tagliati su misura per mettere al centro della scena il guidatore. Essenziali e moderni. In un mobiletto centrale sono racchiusi tutti i principali comandi, dal climatizzatore, alla radio passando per il navigatore. Contagiri e tachimetro sono analogici e di forma circolare e integrato c'è un display digitale con schermo ad alta risoluzione. Gli arredamenti e lo stile degli interni riprende la vocazione sportiva ma non tralascia tocchi di lusso come i rivestimenti in pelle Frau inclusi nella lista degli optional così come lo Sport Pack. |
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